All’inizio degli anni ’20 il mercato editoriale italiano si trovava in una situazione economica molto difficile, legata alla più generale crisi del periodo
postbellico. Negli ambienti editoriali si pensò che per dare nuovo impulso
al mercato librario fosse necessario instaurare un rapporto più diretto con il pubblico dei lettori, e creare occasioni per avvicinare alla lettura. Non stupisce, dunque, che durante questo decennio si moltiplicassero le iniziative di promozione
del libro. Sebbene non realizzate con metodi innovativi – si trattò infatti di esposizioni e fiere già ampiamente sfruttate nel settore editoriale – negli anni ’20 e ’30
furono allestite con una frequenza sino ad allora sconosciuta. Tra le numerose iniziative, le quattro edizioni della Fiera internazionale del Libro di Firenze si distinsero per la complessità degli obiettivi, per la quantità dei soggetti coinvolti –
furono infatti uniche per partecipazione internazionale – e per il notevole significato culturale .
L’idea di istituire una Fiera del Libro si deve a
Enrico Barfucci, scrittore e giornalista fiorentino, poi concretamente organizzata
dall’editore Enrico Bemporad, che ne divenne presidente, e da Giuseppe Fumagalli, che ricoprì la carica di direttore. Secondo le ambiziose intenzioni degli organizzatori, la Fiera avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto dei pro-
gressi delle industrie editoriali dei paesi partecipanti, mostrare al pubblico la ricchezza e la complessità dei prodotti e dei processi produttivi del libro, e costituire
una valida occasione commerciale per gli editori.
La prima edizione della Fiera si svolse dall’8 maggio all’8 agosto 1922, con una nutrita partecipazione straniera che, seppur inferiore rispetto alle attese, rappresentò un risultato positivo. Aderirono numerosi editori francesi, tedeschi, spagnoli, polacchi, rumeni, ungheresi, russi, alcune prestigiose case editrici universitarie sia inglesi che nordamericane, e quasi tutti gli editori italiani per un totale di 542 espositori .
La prima edizione della Fiera si svolse dall’8 maggio all’8 agosto 1922, con una nutrita partecipazione straniera che, seppur inferiore rispetto alle attese, rappresentò un risultato positivo. Aderirono numerosi editori francesi, tedeschi, spagnoli, polacchi, rumeni, ungheresi, russi, alcune prestigiose case editrici universitarie sia inglesi che nordamericane, e quasi tutti gli editori italiani per un totale di 542 espositori .
Congiuntamente
alla Fiera del libro moderno, che costituiva la parte principale della manifestazione, vennero organizzate alcune mostre su specifici aspetti dell’attività editoriale –
come la Mostra antiquaria, la Mostra storica delle Legature, la Mostra dei decoratori e degli illustratori del libro, la Mostra della Fotografia applicata alle arti grafiche, anch’esse con la partecipazione di espositori italiani e stranieri.
I giudizi complessivamente favorevoli espressi dalla stampa e il buon successo di pubblico persuasero i membri del comitato esecutivo a stabilire, già nel 1923, che la Fiera fosse ripetuta nuovamente nel 1925
I giudizi complessivamente favorevoli espressi dalla stampa e il buon successo di pubblico persuasero i membri del comitato esecutivo a stabilire, già nel 1923, che la Fiera fosse ripetuta nuovamente nel 1925
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